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"SILVIO GAGNO un percorso nel colore 1975-2017"


Rigenerazione n.10 - acrilico su tela, 150x100 cm, 2017


Palazzo Sarcinelli, Conegliano (Tv)
29 ottobre - 26 novembre 2017

a cura di
Sileno Salvagnini

docente dell'Accademia di Belle Arti, Venezia


INAUGURAZIONE
28 ottobre 2017 - ore 18


ORARI
Venerdi-Sabato-Domenica 10 - 20

 

info: 338 6412631
artista@silviogagno.it - www.silviogagno.it



Comunicato stampa

Silvio Gagno. Un Percorso nel colore 1975 – 2017

dal 28 ottobre al 26 novembre 2017
inaugurazione 28 ottobre ore 18

La mostra antologica di Silvio Gagno a Palazzo Sarcinelli di Conegliano, a cura di Sileno Salvagnini, presenta un centinaio di opere del noto artista trevigiano, che vanno dai primi lavori degli anni Settanta, articolati sullo studio del corpo umano, fino ai dipinti di quest’anno, le Rigenerazioni, ultimo sviluppo delle tematiche astratte dei Codici.

Ad accompagnare la mostra due cataloghi di grande formato, uno a cura di Flavia Casagranda (Leonardo Arte, 2006) e uno di Sileno Salvagnini (Antiga Edizioni, 2017) che raccolgono l’intera produzione artistica di Silvio Gagno e una ricca antologia di scritti di storici e critici d’arte.
Nei primi lavori, almeno fino all’inizio degli anni ottanta, Silvio Gagno predilige dipingere il corpo umano, ispirandosi a motivi religiosi come nella prima opera esposta, Deposizione di Cristo (1975).

A mano a mano, c’è un suo progressivo abbandono del figurativo: la figura   tende  quasi a liquefarsi nella natura, o viceversa. Ma soprattutto, viene accentuata una bidimensionalità di fondo: sembra che le immagini scorrano davanti allo spettatore  come un piano – sequenza, come  un film senza profondità prospettica.

Il superamento della stagione figurativa – e sia pure, di un figurativo rielaborato e non pedissequo – in Gagno avviene già nella seconda metà degli anni Ottanta, con dipinti incentrati sul concetto di una natura quasi turneriana, immaginaria e ideale ad un tempo. In questo periodo fa ingresso un’altra componente: il titolo scritto sulla tela; ad esempio in Amore e poesia per una sera d’estate (1985).
Un nuovo punto di svolta per Silvio Gagno  arriva  nel 1987. Ma non tanto con  i romantici e turneriani Cieli alti,  o almeno non in tutti, bensì per in due di loro,  Cieli alti  genesi - n. 2 e Cieli alti n.2 , nei quali la nebbia astratta, l’informe Sturm und Drang della natura, subisce come un taglio spaziale, un’increspatura logica che fa sì che le nubi offrano all’orizzonte un elemento assolutamente razionale, geometrico; una forma che ritorna in entrambi,  al di là del colore.

L'anno di rottura è  il 1994 con le Fotogenesi, che ripropongono,  ma con la  formula del modulo ripetuto in uno stesso quadro, motivi molto prossimi ai Crepuscoli dell’anno precedente. Ulteriore e fertile sviluppo saranno a partire dal 2004 i già nominati Codici, vale a dire quadri,  ma anche sculture,  in  cui l’artista sembra elaborare una sorta di alfabeto partendo o da suggestioni artistiche del passato, oppure dai contrasti/accordi  che possono produrre pennellate di un medesimo colore sulla tela.

I Codici hanno segnato – ricorda Flavia Casagranda che ha sempre seguito da molto vicino e con particolare attenzione l’evoluzione pittorica dell’artista  – una tappa fondamentale nel lavoro di Silvio, ossia una più matura capacità di sintesi tra pulsione e ragione, tra struttura e colore, diventando “mappe” di un muovo linguaggio segnico-pittorico.

Intorno al 2006/07 prende il via un tipo particolare di quadri dove Gagno tende a solidificare le proprie ricerche cromatiche quasi segmentando la luce, con ricerche dentro la ricerca; inizia così la serie di Oltre il codice.

Negli anni successivi è la volta dei Codici familiari e dei Codici genetici: dipinti dove l’Artista compie un’operazione sincretistica fondendo il sostrato astratto dei quadri  con immagini tratte da vecchie foto di famiglia o da personaggi del suo vissuto recente, “restituendo storie, evocazioni, ricordi che attivano nuovi eventi quasi che l’indagine dipinta sovrimpressa potesse restituire il DNA della persona e della stirpe: scrittura su scrittura e, ancora, codice su codice” (Flavia Casagranda).

Questi ultimi ritornano nel 2010 con le Trame sideree e, ancor più, due anni più tardi, con la serie di ritratti dedicati a Mario Del  Monaco, dal titolo Mario del Monaco. Vibrazioni Canore.

La spirale della Trama Siderea n. 2 (2010), come scrive Salvagnini, naturalmente richiama quella delle galassie, simbolo arcaico ma anche moderno, che troviamo in molte culture, dalle Metamorfosi di Ovidio, ai Maya a… Marcel Duchamp stesso.
Alla lunga però questa specie di ritorno al figurativo stanca l’autore: lo si evince da opere come Fulgore d’autunno,  del medesimo anno, e Luoghi dello spirito,  del 2013.

Il 2013 per Silvio è un anno di turbamento spirituale. Le ceneri di Adriano, di colui che a Silvio era stato vicino e che aveva saputo cogliere il suo valore artistico iniziando a redigerne un rigoroso catalogo generale,  vengono sparse nel mare di Venezia: in questo caso non per farne, come nel liturgico Sposalizio del Mare, quando cioè il doge sul Bucintoro gettava l’anello d’oro per celebrare il matrimonio fra Venezia e il mare “insignum  perpetui imperi”, una cerimonia d’unione con la Dominante; ma, semmai, per farne un matrimonio con quella che era stata la protagonista nei quadri di Gagno: la luce.  (Salvagnini)

Non è dunque un caso che le poche opere che realizza in quell’anno  abbiano per titolo  proprio Luoghi dello spirito.
Silvio, come tutti gli artisti, ha sempre inseguito il potere formativo della luce e lo ha sempre catturato, mutato di evidenza, ad ogni stagione della sua produzione artistica, sempre più consapevole e ardito sino a sfidare il mistero della solitudine della luce isolata dal fenomeno, parafrasando uno scritto di Virginia Baradel.

Ecco quindi che l’Autore intraprende una nuova stagione pittorica, caratterizzata da ulteriori ricerche sul sottile confine fra luce e colore, culminata in dipinti di quest’anno come Rigenerazioni 8, 9 e 10, giungendo a una smaterializzione del colore, conquistando una liricità atmosferica.
Forse un nuovo ciclo che porterà l’artista al raggiungimento di una libertà rinnovata?



Invito inaugurazione
Comunicato stampa inaugurazione


Invito finissage
Comunicato stampa



RASSEGNA STAMPA




 


http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=172162

 


La Tribuna di Treviso 26.10.2017
 


La Tribuna di Treviso 04.11.2017
 



 


 


La Voce di Venezia 24.11.2017
 



VERNICE

Palazzo Sarcinelli, Conegliano (Tv)

28 ottobre 2017




















































 


FINISSAGE

Palazzo Sarcinelli, Conegliano (Tv)

26 novembre 2017


















 



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